HAPTA e il progetto “Bellezza Inclusiva”: quando la cura di sé diventa autonomia
- Redazione di Mille Voci New

- 5 giu
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La cura della propria immagine non è soltanto una questione estetica, ma può rappresentare un elemento di benessere personale, autonomia e inclusione sociale. Anche gesti quotidiani semplici, come applicare il rossetto, possono diventare complessi o non accessibili per le persone con disabilità motorie.
In questo contesto si inserisce il progetto “Bellezza Inclusiva”, nato dalla collaborazione tra UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e L’Oréal Groupe - Lancôme, con l’obiettivo di promuovere strumenti e percorsi capaci di favorire l’autonomia anche nella cura di sé.
Mercoledì 3 giugno 2026, con una nota hato diffuso sui propri canali social, UILDM ha presentato l’iniziativa che ha portato alla distribuzione di 150 dispositivi HAPTA alle proprie sezioni territoriali.
Il dispositivo è un applicatore di make-up computerizzato e stabilizzato, progettato per supportare persone con ridotta mobilità di mani e braccia o con difficoltà di presa e movimento.
HAPTA consente di facilitare l’applicazione del rossetto in autonomia, compensando tremori e difficoltà motorie e restituendo maggiore indipendenza nello svolgimento di un gesto quotidiano.
I dispositivi sono stati sperimentati nel corso delle Manifestazioni Nazionali UILDM, dove soci e volontari hanno potuto valutarne direttamente il funzionamento e le potenzialità in termini di accessibilità.
Nel percorso del progetto si inserisce anche l’incontro presso la sede del Gruppo L’Oréal a Milano, al quale hanno partecipato la Presidente nazionale UILDM Stefania Pedroni e il Consigliere nazionale Marco Rasconi. L’iniziativa si colloca all’interno di un dialogo orientato a sviluppare nuove forme di collaborazione sui temi dell’inclusione, dell’autonomia e del benessere delle persone con disabilità.
È importante sottolineare che HAPTA non è attualmente disponibile alla vendita libera. L’azienda ha precisato che il dispositivo è al momento destinato a progetti e sperimentazioni dedicate all’inclusione, con una possibile futura commercializzazione.
L’esperienza del progetto evidenzia come anche strumenti legati alla cura della persona possano contribuire a promuovere autonomia e partecipazione, ampliando la prospettiva della disabilità oltre gli aspetti strettamente sanitari o assistenziali.
In questa direzione, la bellezza non viene intesa come elemento estetico fine a sé stesso, ma come possibilità di scelta, espressione personale e accessibilità dei gesti quotidiani.

di Maria Rosaria Ricci





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