Staffetta del Cambiamento 2.0: giovani, scuole e territorio uniti contro la violenza di genere
- Redazione di Mille Voci New

- 25 feb
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Il Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco si conferma un punto di riferimento per eventi sportivi e manifestazioni di alto valore sociale. Lunedì 23 febbraio 2026 ha ospitato la seconda edizione della Staffetta del Cambiamento 2.0, un appuntamento che ha trasformato lo sport in strumento di sensibilizzazione e crescita collettiva.
L’evento è stato organizzato dall’Ambito Territoriale N.25, composto dai Comuni di Pomigliano d’Arco e Sant’Anastasia, con il coinvolgimento del Centro Antiviolenza Estià, coordinato dalla cooperativa sociale Cooperativa Sociale Prodos, con sede operativa in via Locatelli n. 54 a Pomigliano d’Arco.
Oltre alla fondamentale funzione di supporto e tutela svolta dal Centro Antiviolenza per entrambi i territori, Estià, insieme all’Ambito N.25, porta avanti un’intensa attività territoriale rivolta agli istituti superiori, con l’obiettivo di diffondere la cultura del rispetto e contrastare la violenza di genere, accendendo i riflettori su un tema di grande attualità.
Il palazzetto si è quindi presentato gremito di studenti e docenti dei principali istituti scolastici del territorio:
Pomigliano d’Arco:
Sant’Anastasia:
Le gradinate del palazzetto si sono riempite di entusiasmo e partecipazione. Gli studenti, protagonisti attivi delle diverse performance alternate tra un istituto e l’altro, hanno contribuito a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente, entrando nel vivo della manifestazione.
A condurre l’evento è stato Braian di Radio Punto Zero, che con la sua voce calda e coinvolgente ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti della giornata.
Tra gli interventi istituzionali, significative le parole del vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pomigliano d’Arco, Domenico Leone .eha lanciato un messaggio diretto ai giovani:
“Seminate il verbo del rispetto. Ascoltate il compagno di banco. Fate scudo delle debolezze degli altri. Continuate ad avere il coraggio di costruire un ragionamento diverso”.
La mattinata è stata arricchita da monologhi, coreografie, balletti e canti, tutti accomunati da un unico obiettivo: dire no a ogni forma di violenza, con una particolare attenzione alla violenza sulle donne.
Tra gli applausi del pubblico, hanno risuonato con forza le parole di Sara D’Angelo, coordinatrice dell’Ambito Territoriale N.25: “Quest’anno le lezioni in classe sul tema della violenza di genere hanno avuto un impatto ancora più significativo. Gli studenti hanno lavorato con le professioniste del Centro Antiviolenza e con i loro insegnanti, affrontando temi legati alla consapevolezza del proprio corpo, delle proprie scelte e del rispetto dei limiti altrui.
Al centro del percorso c’è il concetto di consenso, spesso semplice da pronunciare ma complesso da vivere e far rispettare. Come ricordano le maglie indossate dagli studenti: ‘Il mio corpo dà la scelta, il tuo limite’.
Durante gli incontri è stato ribadito un punto fondamentale: nessuno, uomo o donna, ha il diritto di giudicare il corpo o le scelte degli altri. Ogni persona ha il diritto di vestirsi, esprimersi e vivere la propria sensualità senza critiche o pregiudizi.
Il messaggio finale del percorso è chiaro e forte: ‘Il mio corpo, la mia scelta. Il tuo limite’.”
Particolarmente coinvolgente l’intervento di Raffaela Ruocco, presidente della Cooperativa Sociale Prodos e responsabile nazionale del Centro sulle violenze alle donne, che ha ringraziato l’Ambito Territoriale N.25 per l’attenzione concreta al tema.
Con giochi di parole e dialogando direttamente con gli studenti, li ha guidati verso un filo conduttore emotivo e riflessivo, conducendo tutti a dire no alla violenza e a riconoscere la bellezza e il valore che ciascuno porta dentro di sé.
La seconda edizione della Staffetta del Cambiamento 2.0 si è chiusa lasciando impressi messaggi destinati a durare nel tempo:
Non esistono giustificazioni.
Non esistono fraintendimenti.
Il rispetto è responsabilità di tutti.
Educare al rispetto significa costruire comunità più consapevoli e libere.
Contro ogni forma di violenza, anche quella psicologica.
Perché ogni voce merita di essere ascoltata.
Perché ogni persona merita rispetto.
Perché senza consenso non c’è amore.
“Il mio corpo, la mia scelta. Il tuo limite.”
Una giornata intensa, partecipata e viva, che lascia alle nuove generazioni un testimone importante: costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla responsabilità condivisa.
📸 Fotografo ufficiale dell’evento:
Di Maria Rosaria Ricci




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