top of page

“Tutto l’amore che resta”, quando la fiction porta l’inclusione dentro la scuola

26 set
Tempo di lettura: 3 min

Ci sono storie che si guardano e altre che, quasi senza accorgercene, ci invitano a fermarci e riflettere. Altre che ci attirano già dal titolo, lasciandoci la curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro quelle parole. Tutto l’amore che resta è una di queste.

È la nuova fiction di Rai 1, in onda da martedì 29 settembre in prima serata, alle 21.30. Otto episodi, distribuiti in quattro serate, che portano sullo schermo il mondo dell’adolescenza e dell’inclusione, puntando i riflettori su un argomento importante e altrettanto attuale: quello dell’educazione e della crescita.

“Tutto l’amore che resta”: la nuova fiction di Rai uno
“Tutto l’amore che resta”: la nuova fiction di Rai uno

La fiction italiana Tutto l’amore che resta è l’adattamento della serie francese Lycée Toulouse-Lautrec, creata da Fanny Riedberger.

Nel cast, tra gli altri, Raoul Bova, Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Fiorenza Pieri, Federica Pagliaroli e Chiara Bordi. La regia è di Andrea Rebuzzi.

Secondo i dati statistici dell’ISTAT, nell’anno scolastico 2024-2025 sono quasi 377 mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane, pari al 4,8% degli studenti. In dieci anni la loro presenza è quasi raddoppiata.

Dietro questi numeri ci sono bambini e ragazzi, famiglie, insegnanti e professionisti che ogni giorno costruiscono percorsi di inclusione, affrontando anche difficoltà concrete: barriere architettoniche, strumenti non sempre adeguati, assistenza, sostegno e continuità educativa.

Perché frequentare una scuola non significa soltanto esserci. Significa poter partecipare, comunicare, apprendere, stare con gli altri e avere la possibilità di sviluppare le proprie abilità.

Ma, prima di parlare di potenziare le capacità degli studenti con diverse abilità, dobbiamo necessariamente conoscere il significato dell’inclusione, conoscere le norme e imparare le parole appropriate. Dobbiamo però andare al di là delle stesse, altrimenti rischiamo di fermarci alla superficie.

È necessario un primo passo che riguarda il filo dell’empatia, strumento utile per comprendere una persona diversa da noi. Non è necessario vivere la sua stessa esperienza, poiché dietro una diversa abilità, come dietro ogni persona, c’è una storia.

E quel filo sottile dell’empatia si costruisce lentamente, con pazienza e sapienza. Attraverso l’ascolto e la conoscenza può aiutarci ad abbattere non soltanto le barriere che incontriamo davanti a noi, ma anche quelle che spesso costruiamo dentro di noi.

Tutto l’amore che resta ci aiuta a tessere, a intrecciare questo filo. Puntata dopo puntata, come quando sfogliamo le pagine di una storia e impariamo poco alla volta a conoscere i suoi protagonisti, anche la fiction ci accompagna dentro le vite dei ragazzi del Liceo Helen Keller, frequentato da studenti con e senza disabilità.

Al centro c’è Vittoria, un’adolescente senza disabilità che, insieme al fratello Matteo, autistico, entra in questo nuovo mondo.

Per lei inizia un percorso fatto di incontri, relazioni e situazioni che la porteranno poco alla volta a guardare gli altri con occhi diversi. Intorno a lei si intrecciano storie di fragilità, sogni e desideri, e il Liceo diventa un luogo dove conoscersi, confrontarsi e crescere insieme.

È qui che la fiction incontra la realtà. Ci sono anche tanti adolescenti che hanno bisogno di essere ascoltati e compresi, ma che troppo spesso vengono giudicati prima ancora di essere conosciuti.

L’inclusione, allora, riguarda tutti. Riguarda il modo in cui impariamo a stare insieme, a riconoscere le differenze e a non fermarci alla prima impressione.

Seguire le otto puntate della nuova fiction ci aiuterà a comprendere meglio questo filo, per poi calarlo nelle nostre realtà educative, imparare a guardare l’altro con occhi diversi e scoprire, così, qualcosa di nuovo anche dentro di noi.

Per questo l’invito è a fermarsi, ascoltare e lasciarsi accompagnare da questa storia, martedì 29 settembre 2026, alle ore 21.30, su Rai 1, per scoprire, puntata dopo puntata, cosa può nascere quando impariamo a conoscere prima di giudicare, ad ascoltare prima di parlare e ad andare oltre le apparenze.



“Tutto l’amore che resta”: la nuova fiction di Rai uno
“Tutto l’amore che resta”: la nuova fiction di Rai uno

Di Maria Rosaria Ricci




Commenti


"L'informazione è la chiave che apre le porte della conoscenza, illuminando le menti
con la luce della consapevolezza."

Grazie per l'iscrizione!

bottom of page